LA CONCIA

La concia consiste in una serie di trattamenti chimici ed operazioni meccaniche atti a trasformare la pelle degli animali da prodotto grezzo in semilavorato rendendolo più resistente, flessibile, durevole e stabile nel tempo.
La pelle è costituita da tre strati principali: l’epidermide, il derma e lo strato sottocutaneo. Il derma è lo strato della pelle che, ad opera del conciante, viene trasformato in cuoio. Esso è costituito da tessuto connettivo il cui componente principale sono le fibre di collagene. Nel derma è inoltre contenuta l’elastina che, insieme alle albumine e le globuline, svolge un’azione cementante ed è eliminata insieme ai grassi e l’acqua tramite operazioni di riviera e operazioni meccaniche.
Durante il processo di concia, l’utilizzo di acidi, basi, sali, enzimi ed agenti concianti permette di sciogliere i grassi e le proteine non fibrose presenti naturalmente nella pelle, nonché favorisce la formazione di un legame chimico tra le fibre di collagene e i tannini.

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LA CONCIA AL VEGETALE

È il sistema di concia delle pelli più classico ed antico, diffuso in tutto il mondo. Il processo è realizzato in maniera tradizionale, soprattutto in Italia, dove esperti artigiani, eredi di esperienza e conoscenze secolari, lavorano pelli di elevata qualità utilizzando tecnologie innovative. L’ingrediente principe della concia al vegetale sono i tannini. Essi sono ampiamente diffusi nel regno vegetale e sono estratti dalla corteccia degli alberi, dal legno, frutta e foglie. Tali estratti conferiscono al pellame una colorazione naturale, con tonalità calde.

Tradizione, innovazione, naturalezza e bellezza

La concia al vegetale è un processo di produzione del pelli artigianale che esperti conciatori tramandano di padre in figlio da oltre 200 anni. Essa combina antiche ricette, gelosamente custodite dai loro proprietari, con l’innovazione tecnologica. Le pelli conciate al vegetale esprimono l’arte, la conoscenza, l’abilità e l’esperienza per la loro realizzazione. La trasformazione da pelli grezze in un materiale durevole e pregiato è un processo che avviene in bottali di legno o materiale plastico riciclabile, nel rispetto dell’ambiente. È un processo sorprendente basato sull’utilizzo di tannini naturali, sulle moderne tecnologie e macchinari all’avanguardia, ma, soprattutto, sul lento trascorrere del tempo. Tra i vari metodi di concia, la concia al vegetale è la più classica, la più tradizionale, la più riconoscibile, la più naturale e la più ecologica. L’unica in grado di conferire caratteristiche peculiari alla pelle. La concia al vegetale unisce il comfort al look, la moda alla tradizione, l’unicità alla versatilità di un articolo. La concia al vegetale sta scomparendo in Europa, con eccezione dell’Italia, dove i consorzi toscani sono i fuoriclasse della tradizione e dell’innovazione nella moda:

Estratti vegetali

Le materie prime utilizzate per la concia al vegetale sono i tannini, sostanze naturali disponibili sia in forma liquida che in polvere, estratti da diverse parti delle piante tra cui il legno, le cortecce, i baccelli, i frutti e le foglie. I tannini più comuni sono ottenuti dal legno di Castagno (Castanea sativa), dal legno di Quebracho (Schinopsis lorentzii), dai baccelli di Tara (Caesalpinia spinosa), Catechu (Acacia Catechu), Galla cinese (Rhustyphina semialata), Gambier (Uncaria Gambir), coteccia di mimosa o acacia (Acacia meamsii), mirabolano (Terminalia chebula), legno di Quercia (Quercus sp), Sommacco (Rhustyphina coriaria), Galla turca (Quercus infectoria) e Vallonea (Quercus macrolepis).

LA CONCIA BIANCA

Il nome di questa tipologia di concia deriva dal colore che il pellame acquisisce dopo il trattamento conciante. Tali pelli, infatti, presentano una colorazione crema pallido o bianca. La concia wet white è un innovativo processo che permette di trattare le pelli senza l’uso di materiali nocivi, lasciandone però inalterata la morbidezza, nel pieno rispetto dell’ambiente. Le pelli conciate al wet white sono inoltre riciclabili. I principali prodotti utilizzati per la concia bianca sono i tannini sintetici, a base fenolica, disolfonica e naftalenica, glutaraldeidi, metalli (zirconio, alluminio, ecc.) ed oli.

Innovazione nella concia senza cromo

Nell’ultimo decennio la maggior parte delle concerie ha dovuto affrontare numerose problematiche legate all’impatto ambientale dei processi di concia e migliorare le condizioni di lavoro dei propri dipendenti per essere competitiva sul mercato globale.
La normativa, sempre più restrittiva, obbliga le concerie a migliorare continuamente le proprie attività produttive. Inoltre le autorità competenti insieme ai consumatori guardano sempre con maggiore attenzione all’eventuale presenza di sostanze nocive e pericolose, come ad esempio coloranti azoici e cromo esavalente, nei pellami e negli articoli da essi derivati.
Il continuo monitoraggio di questi prodotti ha rivelato che le pelli contengono, in alcuni casi, cromo (VI), sebbene soltanto cromo (III) venga solitamente utilizzato nel processo di concia. Si è concluso, pertanto, che il cromo (VI) si forma tramite ossidazione del cromo (III) durante i processi di concia e riconcia e durante il trasporto delle pelli negli stabilimenti, sparsi in tutto il mondo, adibiti per le lavorazioni successive.
Per evitare questo problema, il pellame wet white è ottenuto senza l’utilizzo di cromo e prevede la
combinazione di tannini sintetici con tannini vegetali, glutaraldeide e minerali, quali alluminio e zirconio.

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